Quali sono i tre poteri dello Stato

Quali sono i tre poteri dello Stato? Se volessimo fornire una definizione attenta di quali siano i poteri esercitati dallo Stato potremmo riferirci alla materia del diritto. In questo ambito è possibile distinguere diverse tipologie di poteri, principalmente tre. Il concetto di tripartizione del potere è una prerogativa degli stati cosiddetti liberali. Stiamo parlando principalmente di tre funzioni pubbliche esercitate dallo Stato. Ci riferiamo alla legislazione, amministrazione e giurisdizione. Quindi, i tre poteri sono rispettivamente:

  • legislativo
  • amministrativo
  • giudiziario

Quali sono le caratteristiche di questi poteri? A cosa serve tale tripartizione? Scopriamolo all’interno del seguente articolo. Conoscere il funzionamento dello Stato è quantomai necessario e fondamentale, se non per il fatto che, avere una chiara concezione di quella che è la questione politica italiana è una questione di primaria importanza.

Non si deve pensare che l’argomento politico sia qualcosa di incomprensibile o difficile da inquadrare. In realtà alla base di tutti i cambiamenti e le condizioni che si verificano è possibile identificare una struttura solida di base. In questo senso, la tripartizione dei poteri è a dir poco importantissima.

Quali sono i tre poteri dello Stato?

Quali sono i tre poteri dello Stato

Quali sono i tre poteri dello Stato

Un po’ di storia

Quali sono i tre poteri dello Stato

Se vi state chiedendo quando i poteri dello Stato hanno iniziato ad essere tripartiti potrebbe stupirvi sapere che questa divisione ha origini abbastanza antiche. Non stiamo infatti parlando di un’idea moderna, ma piuttosto di un concetto che affonda le proprie radici nell’Antica Grecia. Basti pensare ad alcuni scritti tramandatici da alcuni grandi del passato, come Aristotele, che sosteneva che il potere politico fosse nelle mani di un governo misto, il quale esercitava più poteri contemporaneamente.

Dalla Grecia classica giungiamo poi in Francia, all’epoca di Montesquieu che, all’interno della sua opera a carattere filosofico chiamata Spirito delle leggi sostiene che: “Chiunque abbia potere è portato ad abusarne; egli arriva sin dove non trova limiti […]. Perché non si possa abusare del potere occorre che […] il potere arresti il potere”.

E’ chiaro quindi che già in passato si parlasse di suddivisione dei poteri politici anche se il concetto odierno di tripartizione del potere è molto più variopinto. In particolare parliamo di come nelle democrazie moderne i poteri si differenzino.

I tre poteri dello Stato

Quali sono i tre poteri dello Stato

Vediamo ora più da vicino quali sono i tre poteri dello Stato. La distinzione di seguito proposta prende il nome di separazione orizzontale o funzionale, relativa alle funzioni esercitate dallo Stato.

Quali sono i tre poteri dello Stato

Abbiamo quindi:

  • Il potere legislativo, ossia il potere di fare le leggi, è detenuto dal Parlamento, nonché dagli analoghi organi di altri enti territoriali dotati di autonomia legislativa;
  • Il potere esecutivo, ossia il potere di rendere esecutive le norme, tale potere appartiene agli organi che compongono il governo e, alle dipendenze di questo, la pubblica amministrazione;
  • Potere giudiziario è attribuito ai giudici.

Situazione italiana

Quali sono i tre poteri dello Stato

Come funziona la tripartizione dei poteri in Italia?

Secondo quanto sancisce la legge italiana, nel nostro ordinamento il potere legislativo spetta- ex artt. 70 e ss. Cost.- al Parlamento, il potere esecutivo – ex artt. 92 e ss. Cost.- al Governo, il potere giudiziario – ex artt. 101 e ss. Cost.- alla Magistratura.

Potere legislativo

Iniziamo dal potere legislativo. Si tratta di un tipo di potere che in Italia è nelle mani del Parlamento. Tale organo viene eletto dal popolo e rappresenta perfettamente l’idea di democrazia in Italia.

Il Parlamento italiano è un organo bicamerale. Ciò significa che esso è costituito da due camere: La Camera dei deputati e Senato della Repubblica. Tali Camere hanno uguali poteri e proprio per questo motivo si parla di “ bicameralismo perfetto”.

Ai sensi dell’art. 70 Cost., la funzione legislativa è esercitata “collettivamente”: ciò significa che vi è la necessità di voto favorevole sia da parte della Camera dei Deputati che del Senato.

Le leggi vengono realizzate in base ad uno specifico iter:

  • Iniziativa o proposta di legge;
  • Approvazione ( avviene articolo per articolo e poi con il voto finale sull’intera legge);
  • Promulgazione, che consiste in un controllo di regolarità e costituzionalità ad opera del Presidente della Repubblica;
  • Pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Potere esecutivo

Per quanto riguarda il potere esecutivo invece, potremmo dire che in Italia è detenuto nelle mani del Governo. Al Governo spettano i poteri connessi all’adempimento di compiti previsti dalle leggi e, per tale motivo, a questo organo sottostanno gli uffici ministeriali che hanno in cura le funzioni e i compiti della Pubblica Amministrazione. Il Governo però esercita anche altri tipi di poteri: quelli di direzione, impulso e indirizzo politico.

Inoltre potremmo dire che sussistono anche casi particolari in cui il Governo svolge anche funzione legislativa. Fa ciò mediante due strumenti: il decreto legge e il decreto legislativo.

Potere giudiziario

Circa il potere giudiziario, potremmo dire che esso spetta alla Magistratura. Quest’ultima non è altro che un complesso di organi indipendenti tra loro, costituita dai giudici. Questi hanno il cui compito di decidere applicando il diritto e facendo rispettare le leggi.

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