Quali sono le zone gialle nel territorio italiano?

Quali sono le zone gialle. La pandemia ha cambiato il nostro stile di vita in maniera radicale. Molti di noi continuano a chiedersi se si potrà mai tornare alla vita di prima. Anche l’estate 2021 non è facile. Le persone hanno ripreso a viaggiare anche se ancora c’è molta paura.

Quali sono le zone gialle

Tutto questo per risvegliare l’economia, completamente in ginocchi da quando, nel 2020, è arrivato questo virus per non lasciarci forse mai più. Nonostante all’inizio si credeva che questo virus sarebbe durato poco, al giorno d’oggi la sua minaccia continua a farsi sentire. Mentre all’inizio del lockdown cantavamo fiduciosi dai balconi l’Inno d’Italia, adesso la speranza sembra averci abbandonato. Molte regioni sono a rischio zona gialla, altre lo sono già per via del continuo aumento dei contagi in tutto il territorio italiano. Quali sono le zone gialle?

Zone gialle italiane

Quali sono le zone gialle

Quali sono le zone gialle

Attualmente, le regioni che rischiano di finire in zona gialla sono Sicilia, Sardegna, Lazio e Calabria. Questo perché hanno un’incidenza alta (superiore a 100) e anche gli ospedali hanno percentuali di occupazione di allerta. L’Italia molto probabilmente rimarrà in zona bianca anche dopo Ferragosto, anche se queste regioni preoccupano. Ovviamente , il Governo sta studiando un piano strategico per evitare tutto ciò.

Quello che bisogna garantire è sicuramente quello di tenere a bada i contagi attraverso le campagne di vaccinazioni. Attualmente, il vaccino è l’unica arma che abbiamo c per contrastare il contagio.

Infatti, un’altra chiusura delle attività non porterebbe a nulla di buono. L’economia è già in ginocchi e tutti le attività commerciali hanno bisogno di tirare un sospiro di sollievo. Fortuna che l’arrivo dell’estate e della stagione balneare ha mosso un po’ il turismo, forse il ramo dell’economia italiana più colpito dai lockdown e dalla pandemia.

Quali potrebbero essere le conseguenze?

La zona gialla non è sicura per nessuna ragione anche se , come abbiamo detto, soprattutto le isole sono a rischio. Cosa cambierebbe nel caso le due isole o anche l’intera Italia passasse in zona gialla? Non ci sono limitazioni agli spostamenti e non ci sono chiusure di attività in zona gialla. Bisogna però portare le mascherine anche all’aperto. L’ultimo decreto stabilisce che si passa in giallo con un’incidenza di 50 nuovi casi settimanali per 100 mila abitanti, l’area medica degli ospedali deve essere occupata al 15%, la terapia intensiva al 10.

Proprio per questo motivo e anche visti i numeri registrati nella regione Siciliana, il 23 questa regione potrebbe passare alla zona gialla. Anche Sardegna e Calabria sono a rischio. Molto probabilmente questo deriva dal turismo e quindi dall’arrivo di turisti provenienti da molte parti del mondo e dall’Italia stessa. Molti italiani, data la situazione, hanno deciso di trascorrere le loro vacanza in Italia evitando gli spostamenti all’estero.

Il piano delle regioni per evitare le zone gialle

Quali sono le zone gialle

Quali sono le zone gialle

Le regioni si stanno mobilitando per salvare la stagione estiva e l’economia. L’idea di dover bloccare la stagione turistica proprio nel momento del picco massimo di affluenza è l’incubo più grande dell’Italia, la cui economia è basata principalmente sul turismo.

Quali sono le zone gialle

Tuttavia, la variante Delta del Covid 19 continua a minacciare il territorio italiano e non si può far finta di nulla. Quello che bisogna fare è agire per provare a rallentare la curva e non superare gli indicatori.

In molte regioni tra cui Sardegna e Sicilia scattano le nuove ordinanze regionali: uso della mascherina anche nei luoghi all’aperto, soprattutto se particolarmente affollati e l’aumento del distanziamento tra gli ombrelloni. Secondo le regioni è meglio prevenire che curare perché la variante Delta risulta essere molto invasiva e pericolosa. Perdere il controllo della situazione con il conseguente e drastico aumento dei contagi potrebbe essere la fine. Non si può rischiare di chiudere nuovamente come è successo nel marzo dello scorso anno. Le zone gialle devono assolutamente essere evitate perché dal giallo si può passare molto facilmente all’arancione e, infine al rosso.

Altre misure adottate sono i tamponi a prezzi calmierati in modo da incoraggiare le persone a verificare lo stato di salute per evitare il contagio. Il beneficio di tamponi rapidi e accessibili è chiaro: più tamponi significa più dati da analizzare e meno incognite sullo stato di salute della popolazione. Inoltre, il Green Pass obbligatorio potrebbe essere la svolta decisiva per tenere a bada i contagi.

La collaborazione è la chiave

Quali sono le zone gialle

Dato che il Covid non vuole ancora abbandonarci o meglio lasciarci in pace, quello che dobbiamo fare è collaborare. La collaborazione è la chiave per uscire al più presto da questa spiacevole situazione che ormai dal 2020 ha cambiato il nostro stile di vita.

Dobbiamo collaborare con lo Stato e essere responsabili. Dobbiamo rispettare il distanziamento, usare le mascherine quando è necessario, evitare i luoghi sovraffollati e vaccinarci. Solo così possiamo uscire a testa alta da questo periodo e riprendere in mano la nostra vita quotidiana.

Troppe persone non si rendono conto che la situazione è davvero grave e che non c’è proprio nulla su cui scherzare. Molti non si rendono conto che il pericolo Covid esiste davvero!

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